Desiderare un bambino é un aspetto della vita di ognuno di noi estremamente soggettivo: capita infatti di imbattersi in persone, soprattutto donne che sostengono di non avere l'istinto materno, oppure al contrario di desiderarlo ardentemente quasi fosse l'unico obiettivo della loro esistenza. Spesso solo uno dei due partner desidera un figlio, creando inevitabili contrasti all'interno della coppia, che si trova a dover superare la diversità forte di posizioni. Un po' come nel gioco della fune, dove entrambi i contendenti tirano dalla propria parte: in questo caso però nessuno dei due vince, ma nel tentativo di portare uno dei due dalla propria parte, ci si imbatte in litigi continui oppure in incessanti richieste di spiegazioni che ammorbano l'armonia della coppia.
La situazione che però oggigiorno si riscontra con maggior frequenza, é quando il desiderio di avere un bambino diventa un'ossessione.
La situazione che però oggigiorno si riscontra con maggior frequenza, é quando il desiderio di avere un bambino diventa un'ossessione.
Come si può riconoscere di trovarsi a vivere un'ossessione piuttosto che una naturale necessità di maternità?
Le strategie che di solito la persona "ossessionata" mette in atto per raggiungere il suo obiettivo, peraltro in modo infruttuoso sono:
- trattare il partner come "baby machine": più si impronta il rapporto intimo sulla procreazione, più paradossalmente si ottiene frustrazione e crisi;
- cercare posizioni che possano aumentare la possibilità di avere un bambino: più si cercano posizioni "strane" più si irrigidisce il rapporto sessuale, divenendo attività fisica;
- fare il conteggio dei giorni di fertilità oppure continue visite dal ginecologo con ecografie che attestino l'ovulazione;
- socializzare, ovvero parlare dei figli come se fosse l'unico argomento importante, guardando carrozzine, pancioni delle altre donne provando invidia.
Come uscire da questa crisi?
La coppia che decide di avere un bambino e si mette "all'opera" con questo obiettivo si trova già in uno stato di tensione, di stress, si direbbe, poiché più si sforza volontariamente in questa direzione, più si allontana da questa meta, in quanto si perde un aspetto fondamentale della sessualità, cioè l'erotismo. L'erotismo come ricerca del piacere congiunto, é l'elemento fertilizzante per eccellenza, crea sintonia, rilassa i due partner e permette di prepararsi all'arrivo di un pargolo.
Questa via "naturale" e spontanea é ahimè adombrata dalla nuova medicina commercializzata e asettica che fa iniziare percorsi tortuosi sia genetici sia di procreazione assistita anche a coloro che per loro fortuna, non avrebbero alcun problema di fertilità.
Ciò che si nota con grande meraviglia da parte dei partner é che laddove la capacità riproduttiva non sia compromessa, é sufficiente limitare ed evitare quelle strategie disfunzionali illustrate sopra per sbloccare la situazione.
Con la canzone di James Brown , evitiamo la "sex baby", per la "sex machine".
Con la canzone di James Brown , evitiamo la "sex baby", per la "sex machine".
(Tratto dal libro "aiutare i genitori ad aiutare i figli" di Nardone, G.)