Come gestire i figli dopo la separazione?
Già la parola di per sé "separazione" implica scissione, divisione, lontananza, ma spesso ciò che non sempre è immaginabile è che questa parolaccia possa avvenire in modo sereno e non per forza connotato da sofferenza e disperazione.
Vorrei sottolineare che non esiste un modo migliore di un altro nel trattare la nuova situazione creatasi, ma ci sono strategie utilizzate dai genitori che si sono dimostrate in molti casi più funzionali di altre.
- "Accordo": può sembrare banale ma molti genitori che si separano non ne trovano alcuno. Spesso anche sulle cose quotidiane c'è motivo di scontro e discussione. Questo non perché non sia possibile trovarlo, ma perché nessuno dei due vuole cedere sul da farsi.
- "Dialogo": discorso a due, anche se non esiste più la coppia, si può parlare delle attività dei figli, di ciò che potrebbero essere i loro interessi, i loro obiettivi. Per fare questo sono necessarie alcune accortezze ad esempio saper fare domande piuttosto che lanciare sentenze, oppure evitare un linguaggio squalificante come: "te l'avevo detto!, lascia stare faccio io!".
- "Pensare a se stessi": soprattutto verso coloro che hanno da sempre privilegiato il bene dei propri figli sacrificando il proprio: é vero che un figlio é parte di te e il suo benessere é prioritario, ma ciò non giustifica il lasciarsi andare come uomo o donna, sacrificando interessi e passioni. Se si fa del bene per noi stessi, si fa star meglio anche chi ci circonda.
- "Sano Egoismo": è colui che fa sua l'idea che "se vuoi avere comincia con il dare": ovvero distribuire il suo dare in piccole porzioni a più persone, quello che tornerà indietro sarà sempre maggiore, nella sommatoria, di quanto abbia dato. L'egoismo, direbbe Nietzsche, altro non è che la visione prospettica della realtà: tutto ciò che si avvicina a noi s'ingigantisce, tutto ciò che si allontana da noi si rimpicciolisce.
- "Evitare di parlare male dell'altro": come un comandamento va eseguito sempre, i figli soffrono tanto quando questo accade nonostante ci possano essere mille motivi per farlo. Non spetta a voi metterlo in guardia sull'altro, lo scoprirà da solo.
- "Evitare di disallinearsi": nelle posizioni da tenere su regole, obiettivi, scelte che il figlio deve seguire o affrontare, é necessario che i genitori siano allineati. Se non accade sono facili comportamenti disorientati e disfunzionali, in quanto il figlio deve scegliere tra i due e lo farà secondo il suo vantaggio momentaneo.
- "Evitare di preoccuparsi troppo": é tipico dei figli fare capricci o dire frasi assurde per attirare a sé l'attenzione di uno dei due genitori: far cadere la cosa, guai darci peso, per evitare di creare il caso.
- "Essere sinceri": i figli scoprono e sentono tutto, evitare di dire bugie che possono turbare la loro serenità. I figli accettano tutto quello che i genitori fanno o dicono solo perché sono i loro genitori.
- "Evitare di dare spiegazioni": il ruolo di genitore prevede che ci sia una gerarchia, così é più funzionale evitare di dare spiegazioni, giustificazioni dei propri comportamenti o scelte, ma far sentire al figlio che se mamma o papà stanno bene, anche loro ne giovano.
Molte volte la psicologia ha puntato il dito sui genitori, colpevolizzandoli per le loro scelte che ricadono inesorabilmente sui figli provocando loro traumi, debolezze, incapacità. Vorrei rincuorarvi dicendo che non c'è una causalità diretta per cui, se i genitori si separano, il figlio avrà dei disagi; ciò che contribuisce a crearne è "come" viene gestita la nuova situazione dai genitori. Sono loro infatti con i loro comportamenti, pensieri, gesti che possono orientare lo sviluppo del ragazzo verso la serenità e la maturità invece che verso lo sbando e la confusione.
