venerdì 27 settembre 2013

Ipocondria


La persona che soffre di ipocondria rimanda alla mente "il malato immaginario" di Moliére, dove il protagonista Argante presentava proprio questo disturbo.

Ma come si forma l'ipocondria? Tutto parte da un dubbio che si insinua nella mente della persona che può scaturire da una condizione medica, oppure da una malattia di un familiare, oppure dai mass media, dopodiché s'innesca un circolo vizioso dove la persona si mette ad ascoltare le proprie alterazioni fisiche, il proprio corpo e cerca rassicurazioni dagli altri circa il proprio stato di salute e mettendo in atto tutta una serie di meccanismi di controllo che portano ad un esito opposto, ovvero c'è un incremento della paura. 
Si forma una fissazione fobico-ipocondriaca.
Che cosa percepisce la persona che soffre di ipocondria? Quello che differenzia l'ipocondria da altre patologie come il disturbo da attacchi di panico, é proprio la percezione. Non si tratta infatti né di paura di morire né di paura di perdere il controllo, ma delle malattie in modo generalizzato. Si differenzia inoltre dalla patofobia che riguarda la paura di essere malato di una malattia specifica: tumore, infarto sono tra quelli più frequenti.
Come reagisce? La tendenza della persona é quella di ascoltarsi costantemente, ogni minimo segnale del proprio corpo é indice di presenza di una malattia; la processione diagnostica: da specialisti che rilevano l'assenza di alcunché ma anziché essere rassicuranti, confermano alla persona che o l'esame é sbagliato oppure é necessario fare altri approfondimenti.
Come uscirne allora? La persona che soffre di ipocondria viene guidata a sospendere gradatamente ciò che mette in atto, ovvero quelle tentate soluzioni che anziché risolvere il suo problema lo alimentano e lo fanno incrementare. 
Le tecniche adottate non sono il frutto di elucubrazioni notturne, ma sono il risultato di anni ed anni di ricerche su casi che presentano le medesime caratteristiche.



2 commenti:

  1. Ho letto sull’ultimo numero di Focus dell’importanza dei vaccini. Con grande stupore apprendo che oggi il morbillo fa porta conseguenze più gravi di quanto pensassi per gli adulti.Quindi direi che sia una cosa da non sottovalutare.

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  2. La ringrazio per il suo commento specifico. In materia di vaccini, la mia esperienza mi insegna che il vaccino per il morbillo é indicato farlo in tenera età non da adulti, probabilmente per evitare gli effetti che anche lei ha rilevato da adulti.

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