"Solo i superficiali non giudicano
dall'apparenza" (O.Wilde)
L'effetto prima
impressione è un fenomeno che indica come ognuno di noi, senza
accorgersene, ha la tendenza ad attribuire agli altri determinate
qualità, a costruire giudizi impliciti sull'interlocutore nei primi
30 secondi d'interazione. Avviene a livello di percezione immediata,
attraverso i nostri sensi, senza la mediazione dei processi cognitivi
coscienti. Il primo contatto, infatti, non avviene con le parole, ma
con i gesti, ammiccamenti, sguardi, sorrisi, il retrocedere o
l'avvicinarsi, che indicano se siamo respingenti o accoglienti,
freddi o caldi. La comunicazione verbale arriva solo dopo questo
primo contatto.
Studi ed esperimenti
svolti in culture differenti, ci dimostrano come se l'impressione che
diamo di noi è positiva fin da subito, sarà più probabile riuscire
a convincere l'interlocutore sulla validità delle nostre
argomentazioni. Se al contrario, l'impressione che diamo è
sgradevole, o genera rabbia o dolore, l'interlocutore sarà propenso
a rifiutare le nostre argomentazioni, anche laddove fossero
ragionevoli.
Pensate di entrare in un
sala d'attesa piena di gente: se lo si fa con la convinzione di
piacere agli altri, si entra rilassati, si sorride, magari si saluta:
le persone rispondono nello stesso modo e questo ci rimanda l'idea
che siamo piacevoli. Se invece si entra con la convinzione di non
piacere agli altri, si entra tesi, con gli occhi rivolti a terra, non
si saluta e magari ci si siede chiudendosi a qualunque contatto: le
persone anche qui rispondono nello stesso modo, guardano con sospetto
e questo ci conferma l'idea che siamo rifiutati e che non piacciamo.
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